Chi deve insegnare l’Etica del Lavoro ?

 “Vivere per lavorare
O lavorare per vivere
Fare soldi per non pensare
Parlare sempre e non ascoltare
Ridere per fare male
Fare pace per bombardare
Partire per poi ritornare” Lo Stato Sociale. Una vita in vacanza.

Caro amico,

nove volte su dieci arrivi in ritardo al lavoro, il tuo è uno stile, un modo di essere. Trascorri le ore di lavoro al telefonino nelle numerose chat dove sei, dribli meglio di Maradona impegni, responsabilità. Non hai idee, o forse una ogni tanto, ma fai difficoltà a perseguirne una con un minimo di costanza. Nel turno di lavoro fai il minimo e sei sorridente sui social, strafottente nei riguardi degli altri colleghi. Fai il minimo per consocere e approfondire il tuo lavoro.

Conosci a perfezione i tuoi diritti, dimenticando ogni dovere. Non ha mail letto un articolo che ti faciliti la crescita professionale, ti chiarisca dubbi, ti stimoli a prendere nuove idee, iniziativa. Leggi però con attenzione il tuo contratto e tutto quello che ti devono.

Sei tu, caro amico, il centro del mondo, metterti in gioco non ti interessa, non se ne parla proprio. Sei annoiato, il lavoro non ti da stimoli, non hai un minimo di entusiasmo, va bene, anzi va male, ma vorrei farti una sola domanda.

Perché non cerchi un altro lavoro più bello, più soddisfacente, più divertente, dove puoi guadagnare di più ? Insomma essere finalmente e pienamente soddisfatto. Perché non lo fai ? Perché non provi a costruirlo giorno per giorno ? Perché è difficile trovare lavoro ?

E allora, caro amico, cosa vogliamo fare ? Distruggere e contaminare l’ambiente dove adesso lavori?

Io però che non sono perfetto, e che rivendico la mia imperfezione ed i miei errori, ma che mi alleno tutti i giorni per impegnarmi, essere responsabile e sudo per crescere come uomo e come professionista, mi permetto di darti qualche consiglio.

  1. La Vita è una, quando sei al lavoro quelle ore, minuti, secondi sono tempo di Vita che non torna. Riempirli di entusiasmo, impegno e talento è un favore che fai prima a te stesso e poi agli altri. Pensaci perchè questo tempo che vivi ogni giorno al lavoro non ritorna più, è vita che è andata.
  2. Scegli un maestro, un mentore che senti possa corrisponderti profondamente, che vive i valori che vorresti vivere tu, che è entusiasta come vorresti tu, che si impegna  nella vita come credi tu. Ti aiuterà, sarà uno stimolo.
  3. Fai una esperienza di dono dei tuoi talenti alle persone che nella vita sono state più sfortunate di te. Certo possibilmente senza foto sui social e senza secondi fini che non siano farti vedere da quelli come te, quelli che vivono dell’inutile.
  4. Fai un elenco delle tue priorità durante la giornata e scopri se dentro le tue azioni ci sono segni visibili di bene comune.

Questa nostra Italia che vota, milioni di voti, senza sapere neanche il nome del candidato e che cerca un cambiamento dimentica, o non conosce, la cosa più importante per farlo:

che i primi a cambiare dobbiamo essere noi stessi. Ognuno di noi prima di pretendere, faccia un esercizio di quanto è stato capace di seminare.

Perchè tocca anche a te, anche a me.

 


2 comments

  1. Alessandro Ricci
    15 Aprile 2018 at 16:58

    Etica del lavoro come etica nella vita. Responsabilità, passione ed impegno in quello che facciamo. L’insegnamento inizia in famiglia come modello credibile, i nostri figli devono credere ed impegnarsi nella scuola come solco che scriverà il futuro. Critici ma rispettosi degli insegnanti, modelli di adulti di riferimento.

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  2. Josef Bianchi
    17 Aprile 2018 at 23:45

    Ciao Luigi, ottimo soggetto che hai trattato . Anche se è difficile lo hai esposto benissimo per mio gusto!

    Un soggetto che ti potrebbe essere interessante, è :
    il rapporto tra le associazioni e il governo per trattare il problema immigration al livello europeo e forse anche mondiale.

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