Il coordinatore lo sa

 

Gioia di Tommaso Primo.

Le relazioni, i silenzi, gli umori di una Equipe sono sempre in movimento. Ci sono fasi che sembrano ripetersi ma sono tutte differenti. Ogni educatore porta un pezzo della sua storia e la mischia, quasi senza accorgersene, insieme a quella degli altri. Il risultato è un vissuto carico, pieno di energia e di sentimenti, che se non ha una direzione esplode.

La partenza di un buon coordinatore è la certezza che dentro il cuore di ogni collega ci sono così tanti talenti, alcuni già scoperti e molti altri ancora da scovare, da diventare un vero e proprio archeologo. Cerca le tracce di quello che vede di buono, le segue come un segugio, aspetta il momento giusto.

E’ il primo a dare fiducia. Rischia per primo.

Il coordinatore si mette in gioco, ha chiara la direzione ma prima di partire ascolta ognuno come un confessore attento, legge negli occhi tutto quello che non è detto, segue il suo istinto e gli indizi come un investigatore per capire quali sono le ambizioni di ognuno.

Il coordinatore imparare ad essere un vero ingegnere perché l’esperienza gli consiglierà come costruire i ponti per unire le divisioni, sostenere i contrasti, e quando proprio non ci riuscirà saprà che dopo essersi incazzato ci sarà il tempo per ricominciare e ripartire.

Deve sentire come soffiano gli umori, imparare a navigare come un marinaio esperto che sa quando cazzare o lascare le vele, spingere e motivare il gruppo sapendo che deve curare una relazione esclusiva con ognuno.

Chi gestisce una equipe sa che non è solo un lavoro ma è soprattutto una scelta, quella di scegliere di appartenere ad uno stile educativo che consapevolmente si condivide. Sa che una equipe ti chiede sempre di uscire da te stesso, a volte ti forza ed è proprio una gran fatica. Scopre, insieme agli altri, se a quel lavoro è vocato.

Un coordinatore sa che non è mai arrivato, quando è felice dopo una bella giornata sa che anche l’indomani deve continuare a conquistarsi ancora il suo pezzo di fiducia.

Un coordinatore lo sa. Sa cos’è la gioia.

 



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